Entanglement quantistico

E’ buffo pensare come una “semplice” formula fisica possa definire qualcosa di reale, qualcosa che accade veramente nella nostra vita a livello affettivo. Noi siamo abituati a vedere le formule fisiche realizzarsi con fenomeni visibili (i soliti pendoli, treno che si muove, pallina che rotola su un piano inclinato), ma non mi sarei mai aspettato che ce ne fosse una in grado di definire uno stato emotivo, un sentimento di “dipendenza” con l’altra persona. Sto parlando dell’equazione di Dirac, che definisce l’Entanglement quantistico. Voi vi starete chiedendo “cos’è?”. Beh, non lo so neanche io, o almeno non lo sapevo prima di trovare questa foto su facebook

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Quando ho visto questa foto sono rimasto sconcertato da quanto l’enunciato di quell’equazione sia vero. Quanti di noi per consolare dei nostri amici che stavano soffrendo per amore abbiamo usato la frase: “lascialo/a perdere tanto era un/a stronzo/a e poi morto un papa se ne fa un altro”. Sicuramente la nostra consolatoria esortazione ha un fondo di verità, nel senso che l’uomo, essendo animale sociale, ha bisogno di avere al proprio fianco una persona con la quale condividere tutto ciò che gli accade, bello o brutto che sia e quindi quando questa viene a mancare, automaticamente si parte alla ricerca di qualcun altro.

Il problema è fare i conti con il legame che nasce tra queste due persone. Secondo me non c’è cosa più bella di  una sorta di “dipendenza” che si viene a creare tra due persone che si amano e che quindi hanno bisogno l’uno dell’altro. Non sto parlando di dipendenza morbosa eh, attenzione, che oltretutto è anche assolutamente deleteria per la coppia. Parlo di quella sensazione di completezza che si ha quando si pensa al proprio partner. Cari miei, è qui che ci si rende conto che si è veramente fregati. Perché ci rendiamo automaticamente conto che se dovesse succedere qualcosa, saremo destinati a soffrirci di brutto e che, volenti o nolenti, quella persona con la quale abbiamo condiviso momenti stupendi, abbiamo passato giornate meravigliose, rimarrà sempre nella nostra vita, perché di questa ha fatto parte.

Lo ammetto. Invidio quelle persone che riescono a fregarsene e ad andare avanti tranquillamente, senza pensare al passato, quelle persone che veramente “morto un papa se ne fa un altro”. Purtroppo sono un tipo troppo sentimentale, quando amo do tutto me stesso e faccio qualunque cosa per poter stare con la persona che fa parte della mia vita e per farla stare bene, sentire amata. Dico purtroppo perché poi, irrimediabilmente, succede qualcosa che non avevi considerato ed è quello il momento in cui si inizia a soffrire. E di brutto eh, fidatevi di chi ci passa continuamente. A quel punto pensi di aver sbagliato tutto (un’altra volta) e cominci a pensare a come ti saresti dovuto comportare (perché ovviamente, se succede qualcosa, il nostro cervello ci dice che la colpa è solo nostra), cominci a pensare che magari avresti potuto fare di più, o che magari hai fatto troppo e a quel punto sei stato dato per scontato. Insomma si soffre abbestia e inizi a maledire Dirac, la sua equazione e quello stramaledetto legame che sai non si spezzerà mai.

 

[Fab]

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Always

Che sto facendo?

Questa è una domanda che negli ultimi giorni mi sono ripetuto un centinaio di volte ma alla quale non ho ancora trovato una risposta. Dovrei stare bene, dovrei essere felice per essere riuscito a tenerti con me, ma ci sono molte cose che mi fanno male ed è per questo che me lo domando. Ti sento fredda, distaccata, non è più come prima e me ne sono reso conto. Ieri mi hai detto che a volte ti senti più come una mia amica che come la mia ragazza e non posso darti torto… è quasi un mese che non ci vediamo, che non usciamo insieme, ma che ci limitiamo a vederci 10 minuti la sera (e nemmeno tutte le sere) per non farti avere problemi con i tuoi genitori, gli eterni rivali di questa nostra storia. Io purtroppo(?) sono innamorato e non riesco a staccarmi da te. Tu non lo so… ci sono situazioni contrastanti che mi fanno pensare che non sei più innamorata di me… sicuramente non lo sei più come prima. Non so se stai facendo tutto questo perché sei convinta che tanto la nostra storia è destinata a finire, che non potremo mai stare insieme seriamente, ma io così sto male. Mi sembra di essere tornato a qualche mese fa, quando ero io a scriverti, ero io a cercarti e tu non facevi che trattarmi con distacco, come se fossi una persona qualunque della tua vita… Sentirti dire “fai come ti pare” quando ti ho detto che ti avrei aspettato che staccassi da lavoro, è stato un altro colpo, ma lì ho sbagliato io, perché a quel punto avrei dovuto lasciar perdere e non farmi proprio vedere. Invece no. Forse uno dei problemi è proprio questo. Che ti ho sempre trattato come una principessa, che sei sempre stata sicura di me, del mio amore, della mia presenza. Ti ho sempre portato, come si usa dire, “l’acqua con le orecchie”, per dimostrarti tutto l’amore che provo per te. Mia madre l’altro giorno mi ha detto di lasciarti perdere, di farti mettere paura per vedere se veramente ci tieni a me. Le è bastato guardarmi negli occhi per capire tutto quanto, non le ho mai detto nulla di tutta questa situazione. Vorrei riuscire a staccarmi da te, ma non ce la faccio. L’altro ieri quando mi hai scritto quel pezzo di “Always” ho iniziato a piangere come un bambino e più ci scrivevamo più piangevo. Io non so dove ci porterà tutto questo, se veramente riusciremo a risolvere la nostra situazione. Tu non ci credi in noi, sono rimasto soltanto io a crederci e mi aspetta un duro lavoro: devo farti innamorare di me tanto quanto ti amo io, devo farti credere un’altra volta in NOI, devo farti tornare il sorriso e la vera voglia di stare insieme a me, di essere parte della mia vita ed io della tua. Spero di riuscirci, perché sei parte di me, perché ti amo più di ogni altra cosa, perché ti amo più di me stesso, perché ti amo come non ho mai amato.

[Fab]

 

Quante volte ancora

Quante volte ancora
stringerai le mie mani
e le tue dita
si intrecceranno alle mie.

Quante volte ancora
la tua piccola bocca
mi farà desiderare
un morbido bacio.

Quante volte ancora
dovró innamorarmi
e poi dovró dimenticare
l’amore che provavo.

 

[Fab]

Oltremare

Corrono le vele
riflesse nei tuoi occhi
come i miei pensieri
avvolti nella foschia.

Il tuo sorriso
accennato
illumina il mio volto
che cerca una scintilla.

Le nostre mani
si stringono,
mi abbracci.

E in questo abbraccio
mi perdo
con te.

-per emme-

[Fab]

Novecento

“Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno puó fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu, sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi fare. Loro sono 88. Tu sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si puó vivere.”

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“Io sono nato su questa nave. E qui il mondo passava, ma a duemila persone per volta. E di desideri ce n’erano anche qui, ma non più di quelli che ci potevano stare tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicità, su una tastiera che non era infinita.
Io ho imparato così. La terra, quella è una nave troppo grande per me. È un viaggio troppo lungo. È una donna troppo bella. È un profumo troppo forte. È una musica che non so suonare. Perdonatemi. Ma io non scenderò. Lasciatemi tornare indietro.”

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I am not yours

I am not yours, not lost in you,
Not lost, although I long to be
Lost as a candle lit at noon,
Lost as a snowflake in the sea.

You love me, and I find you still
A spirit beautiful and bright,
Yet I am I, who long to be
Lost as a light is lost in light.

Oh plunge me deep in love — put out
My senses, leave me deaf and blind,
Swept by the tempest of your love,
A taper in a rushing wind.

[Sara Teasdale]